STORIA DI VASANELLO
'Na storia ve vojo raccontà e mai la dovete dimenticà è quella de 'n vecchio paesello il caro e antico Bassanello.
Tutti gli archivi me so' girato, e nessun luogo me so scordato, le notizie però so scarsissime quelle antiche poi rarissime.
Quanti libri antichi ho sfogliato, e quante cose ho immaginato: gli Etruschi, gli Dei, i conflitti, i romani ed i vari editti.
Il Medioevo periodo scuro dove nessuno era al sicuro quanno la Chiesa era 'na potenza e 'l popolo faceva penitenza.
L'origini vengono da lontano da un popolo fiero e sano che ci tramandò l'arte della creta pe' fa' vasi leggeri come seta.
Fu deciso il luogo do' 'nsediasse co' solide mura e case basse circondato da boschi e da verde la dove ogni tristezza se perde.
S'un masso da dirupi circondato, che il tempo intatto ha lasciato, l'antico Palazzolo etrusco sorge e i resti ancor oggi 'gnuno scorge.
L'etrusco era molto evoluto e prese il dominio assoluto Palazzolo divenne fiorente a tutto vantaggio della gente.
'Sto borgo piccolo e primitivo presto divenne un centro attivo, il passaggio della Via Amerina fa' la gente civile da burina.
Tramite 'sta via potè commercià ed i suoi cocci far apprezzà inevitabilmente dominò e “Castrum Amerinum” diventò.
'Sta cosa infastidì i vicini già vincitori dei Sabini, e s'intravede un'aquila strana simbolo della potenza romana.
L'etrusco è popolo raffinato alle guerre non abituato dai romani costretto a combatte abbandona studi, opere, arte.
A 'sto punto iniziano le lotte, il popolo se difenne a frotte. A capo dell'esercito romano c'è il prode console Rulliano;
combattono in modo sovrumano ma prevale il popolo romano, ciò avvenne sul lago Vadimone dove 'gnun fu spremuto come limone.
In questa battaglia Re Elbio morì co' Lui il popolo etrusco sparì. Un mausoleo fu costruito là dove il Re venne seppellito.
La leggenda vuole che in futuro sul mausoleo de granito duro un monumento artistico sorgerà che pochi paesi possono vantà.
E' del campanile che parliamo ch'èl più bel monumento che abbiamo alto ventisette metri e più mille anni fa eretto su per giù.
Sorge a fianco de' S. Salvatore che del paese vecchio è il core, ha un primato e giuro non mento, del Lazio è il più alto monumento.
Palazzolo non lascia monumenti ma so' rimasti tanti ornamenti: l'importante fornace “Aretina” produttrice de' ceramica fina,
poi un interessante colombario il cui stile è assai vario “Grotta delle Monache” definito pe' la nostra zona un vero mito.
Tante so' poi le antichità che se dovrebbero ancor narrà non si citano volontariamente affinchè si scoprano degnamente.
La storia de' Palazzolo continuò sotto il romano che la conquistò fu legata a quella del paesello l'antico e vicino Bassanello.
Come è stato fondato Bassanello? Beh! Bisogna lavorà de' cervello e pure de fantasia lavorà pe' capì perchè è proprio nato qua.
Certo non c'è documentazione ma in ognuno c'è intuizione Bassanello è vicino a Roma, l'Eterna, sempre in guerra, mai doma.
Pe' difesa dovea esse nato il perchè te lo sei dimannato? Barbari che scennono da 'gni parte, cose documentate dalle carte.
A nord de Roma sorse 'sta fortezza che dava 'na certa sicurezza per fermare li barbari burini ch'avevano sfonnato li confini.
Eretto a forma triangolare co' mura difficili d'attaccare davanti le mura c'è un fossato che poi è: lo “Stretto” e lo “Steccato”.
Ai lati ce so' scoscesi dirupi do' non attaccano manco i lupi come da progetto so' due l'entrate mo ve spiego pure come so nate.
Quella secondaria, la “Porticella” risultava esse pure bella a la fontana serviva p'arrivà e la gente se potea dissetà.
L'altra entrata, sotto i Trujone, è lato debole e pe' 'nazione se prestava a 'n nemico ardito ed era il luogo più agguerrito.
Ai lati du' torri vigilavano sempre de' sordati pullulavano sulla porta inoltre vegliava il Santo che 'l paese adorava.
Proprio sotto il dominio romano quanno prevaleva il culto pagano avvenne un fatto eccezionale come non ce ne fu mai uguale.
Un giovane venuto da lontano, soldato dell'esercito romano, bello, biondo e di età fresco, non era italiano ma tedesco,
al servizio del grande Diocleziano e seguace del culto pagano 'na nuova religione abbracciò e quella falsa egli rinnegò.
Al cristianesimo si è votato e da quel dì fu perseguitato de chi se parla è facile capì è S. Lanno che pe' la fede morì.
Portò tra la gente pace e bontà predicava amore e carità dalla pora gente era amato e dai bassanellesi osannato.
Fece miracoli a centinaia e i cristiani divennero migliaia però dai romani è arrestato dai giudici viene processato.
La sentenza è: decapitazione. Resta di stucco la popolazione, condanna accettata co' coraggio è il 296, il cinque di maggio.
Il corpo de notte recuperato dentro le mura fu aringuattato da allora, tredici secoli or sono, de bassanello è il Patrono.
Addosso alle mura del paese fecero una delle tante chiese e fu alla Madonna dedicata ma nun se sa de preciso la data.
'Sto simbolo della fede cristiana se sa che sorse su un'ara pagana e quanno questa fu aritrovata nel portico fu messa e murata.
'Natela a vedè! E 'sti pagani se vonno confrontà co li cristiani? T'adoravano un bue co' le corna a me mesà che 'l conto 'naritorna!
Noi adoriamo Beati e Santi co' devozione, inni e canti, loro invece animali divini facenno sacrifici d'assassini.
Ho letto, letto e poi riletto le notizie so' scarse come detto semo nel milleduecentosessantotto in pieno medioevo, un quarantotto.
Bassanello diventa proprietà de un rampollo della nobiltà è Orso Orsini, che se vo' de più! Che lo tenne pe' 'n secolo su per giù.
Fece il primo piano del castello rendendolo famoso e più bello, ma era un feudo papalino e ritornò sotto Papa Martino.
E' poco più del milletrecento e in tutto c'è condizionamento i nuovi padroni nun so' signori ma condottieri ed approfittatori.
E' la metà del millequattrocento tra la nobiltà c'è gran fermento tra giri e rigiri d'eredità la famiglia Orsini ritorna qua.
Il principe stavolta è Orsino un tipo gajardo e fino ha sposato Giulia detta “La Bella” che co' n Papa facea la “santarella”.
Tra i frequentatori del castello se deve di' anche se nun è bello ce fu pure il Duca Valentino (Cesare Borgia) un'assassino.
Fu ospitata pure la sorella, Lucrezia Borgia, nota p'esse bella famosa pe' amori e crudeltà e pe'l modo con cui facea ammazzà.
Orsino morì in un modo strano gli crollò il soffitto del primo piano. La figlia un Della Rovere sposò che le sorti della gente risollevò.
Fecero persino 'no “Statuto” perchè 'l popolo non fosse fottuto erano semplici leggi da rispettà però al Principe se dovea pagà.
Perchè repubblica o monarchia risultato è sempre magneria pe'l popolo c'è sempre 'na condanna e a magnà c'è sempre chi commanna.
Botteghe s'aprono a decine anche se non è ceramica fine, ma so cocci al fuoco resistenti utili però a tutte le genti.
Se produceano vasi e pignatti, mattoni, tegamini e piatti venivano con arte decorati ed artigianalmente lavorati.
St'arte, fama a Bassanello portò e ricchezza a chi la commerciò guai a 'segnalla c'era 'n decreto, perchè dovea rimanè 'n segreto.
Poi sempre co' 'n giro de proprietà ch'a seguillo la testa te fa scoppià Bassanello passa ai Barberini, va ai Colonna, torna all'Orsini.
Eh! Prima come oggi l'umanità ch'a persone che se lasciano 'nbrojà e l'impostori vivono tranquilli se 'l popolo è fatto d'imbecilli.
Semo alla fine dell'ottocento ed il tempo se ne va lento Principe anche se più volte sgarra è Maffeo Barberini di Sciarra.
'Sto Principe se giocò il castello in casa o forse in un bordello a Bassanello finì la nobiltà ma si acquistò tanta proprietà.
Qui me fermo e non vado avanti forse con sollievo de tutti quanti ma tra qualche anno o forse prima sarebbe bello riportà pure 'sto secolo in rima.
Dicembre 1993 F.D.