STORIA DI  VASANELLO

 

'Na storia ve vojo raccontà
e mai la dovete dimenticà
è quella de 'n vecchio paesello
il caro e antico Bassanello.

Tutti gli archivi me so' girato,
e nessun luogo me so scordato,
le notizie però so scarsissime
quelle antiche poi rarissime.

Quanti libri antichi ho sfogliato,
e quante cose ho immaginato:
gli Etruschi, gli Dei, i conflitti,
i romani ed i vari editti.

Il Medioevo periodo scuro
dove nessuno era al sicuro
quanno la Chiesa era 'na potenza
e 'l popolo faceva penitenza.

L'origini vengono da lontano
da un popolo fiero e sano
che ci tramandò l'arte della creta
pe' fa' vasi leggeri come seta.

Fu deciso il luogo do' 'nsediasse
co' solide mura e case basse
circondato da boschi e da verde
la dove ogni tristezza se perde.

S'un masso da dirupi circondato,
che il tempo intatto ha lasciato,
l'antico Palazzolo etrusco sorge
e i resti ancor oggi 'gnuno scorge.

L'etrusco era molto evoluto
e prese il dominio assoluto
Palazzolo divenne fiorente
a tutto vantaggio della gente.

'Sto borgo piccolo e primitivo
presto divenne un centro attivo,
il passaggio della Via Amerina
fa' la gente civile da burina.

Tramite 'sta via potè commercià
ed i suoi cocci far apprezzà
inevitabilmente dominò
e “Castrum Amerinum” diventò.

'Sta cosa infastidì i vicini
già vincitori dei Sabini,
e s'intravede un'aquila strana
simbolo della potenza romana.

L'etrusco è popolo raffinato
alle guerre non abituato
dai romani costretto a combatte
abbandona studi, opere, arte.

A 'sto punto iniziano le lotte,
il popolo se difenne a frotte.
A capo dell'esercito romano
c'è il prode console Rulliano;

combattono in modo sovrumano
ma prevale il popolo romano,
ciò avvenne sul lago Vadimone
dove 'gnun fu spremuto come limone.

In questa battaglia Re Elbio morì
co' Lui il popolo etrusco sparì.
Un mausoleo fu costruito
là dove il Re venne seppellito.

La leggenda vuole che in futuro
sul mausoleo de granito duro
un monumento artistico sorgerà
che pochi paesi possono vantà.

E' del campanile che parliamo
ch'èl più bel monumento che abbiamo
alto ventisette metri e più
mille anni fa eretto su per giù.

Sorge a fianco de' S. Salvatore
che del paese vecchio è il core,
ha un primato e giuro non mento,
del Lazio è il più alto monumento.

Palazzolo non lascia monumenti
ma so' rimasti tanti ornamenti:
l'importante fornace “Aretina”
produttrice de' ceramica fina,

poi un interessante colombario
il cui stile è assai vario
“Grotta delle Monache” definito
pe' la nostra zona un vero mito.

Tante so' poi le antichità
che se dovrebbero ancor narrà
non si citano volontariamente
affinchè si scoprano degnamente.

La storia de' Palazzolo continuò
sotto il romano che la conquistò
fu legata a quella del paesello
l'antico e vicino Bassanello.

Come è stato fondato Bassanello?
Beh! Bisogna lavorà de' cervello
e pure de fantasia lavorà
pe' capì perchè è proprio nato qua.

Certo non c'è documentazione
ma in ognuno c'è intuizione
Bassanello è vicino a Roma,
l'Eterna, sempre in guerra, mai doma.

Pe' difesa dovea esse nato
il perchè te lo sei dimannato?
Barbari che scennono da 'gni parte,
cose documentate dalle carte.

A nord de Roma sorse 'sta fortezza
che dava 'na certa sicurezza
per fermare li barbari burini
ch'avevano sfonnato li confini.

Eretto a forma triangolare
co' mura difficili d'attaccare
davanti le mura c'è un fossato
che poi è: lo “Stretto” e lo “Steccato”.

Ai lati ce so' scoscesi dirupi
do' non attaccano manco i lupi
come da progetto so' due l'entrate
mo ve spiego pure come so nate.

Quella secondaria, la “Porticella”
risultava esse pure bella
a la fontana serviva p'arrivà
e la gente se potea dissetà.

L'altra entrata, sotto i Trujone,
è lato debole e pe' 'nazione
se prestava a 'n nemico ardito
ed era il luogo più agguerrito.

Ai lati du' torri vigilavano
sempre de' sordati pullulavano
sulla porta inoltre vegliava
il Santo che 'l paese adorava.

Proprio sotto il dominio romano
quanno prevaleva il culto pagano
avvenne un fatto eccezionale
come non ce ne fu mai uguale.

Un giovane venuto da lontano,
soldato dell'esercito romano,
bello, biondo e di età fresco,
non era italiano ma tedesco,

al servizio del grande Diocleziano
e seguace del culto pagano
'na nuova religione abbracciò
e quella falsa egli rinnegò.

Al cristianesimo si è votato
e da quel dì fu perseguitato
de chi se parla è facile capì
è S. Lanno che pe' la fede morì.

Portò tra la gente pace e bontà
predicava amore e carità
dalla pora gente era amato
e dai bassanellesi osannato.

Fece miracoli a centinaia
e i cristiani divennero migliaia
però dai romani è arrestato
dai giudici viene processato.

La sentenza è: decapitazione.
Resta di stucco la popolazione,
condanna accettata co' coraggio
è il 296, il cinque di maggio.

Il corpo de notte recuperato
dentro le mura fu aringuattato
da allora, tredici secoli or sono,
de bassanello è il Patrono.

Addosso alle mura del paese
fecero una delle tante chiese
e fu alla Madonna dedicata
ma nun se sa de preciso la data.

'Sto simbolo della fede cristiana
se sa che sorse su un'ara pagana
e quanno questa fu aritrovata
nel portico fu messa e murata.

'Natela a vedè! E 'sti pagani
se vonno confrontà co li cristiani?
T'adoravano un bue co' le corna
a me mesà che 'l conto 'naritorna!

Noi adoriamo Beati e Santi
co' devozione, inni e canti,
loro invece animali divini
facenno sacrifici d'assassini.

Ho letto, letto e poi riletto
le notizie so' scarse come detto
semo nel milleduecentosessantotto
in pieno medioevo, un quarantotto.

Bassanello diventa proprietà
de un rampollo della nobiltà
è Orso Orsini, che se vo' de più!
Che lo tenne pe' 'n secolo su per giù.

Fece il primo piano del castello
rendendolo famoso e più bello,
ma era un feudo papalino
e ritornò sotto Papa Martino.

E' poco più del milletrecento
e in tutto c'è condizionamento
i nuovi padroni nun so' signori
ma condottieri ed approfittatori.

E' la metà del millequattrocento
tra la nobiltà c'è gran fermento
tra giri e rigiri d'eredità
la famiglia Orsini ritorna qua.

Il principe stavolta è Orsino
un tipo gajardo e fino
ha sposato Giulia detta “La Bella”
che  co' n Papa facea la “santarella”.

Tra i frequentatori del castello
se deve di' anche se nun è bello
ce fu pure il Duca Valentino
(Cesare Borgia) un'assassino.

Fu ospitata pure la sorella,
Lucrezia Borgia, nota p'esse bella
famosa pe' amori e crudeltà
e pe'l modo con cui facea ammazzà.

Orsino morì in un modo strano
gli crollò il soffitto del primo piano.
La figlia un Della Rovere sposò
che le sorti della gente risollevò.

Fecero persino 'no “Statuto”
perchè 'l popolo non fosse fottuto
erano semplici leggi da rispettà
però al Principe se dovea pagà.

Perchè repubblica o monarchia
risultato è sempre magneria
pe'l popolo c'è sempre 'na condanna
e a magnà c'è sempre chi commanna.

Botteghe s'aprono a decine
anche se non è ceramica fine,
ma so cocci al fuoco resistenti
utili però a tutte le genti.

Se produceano vasi e pignatti,
mattoni, tegamini e piatti
venivano con arte decorati
ed artigianalmente lavorati.

St'arte, fama a Bassanello portò
e ricchezza a chi la commerciò
guai a 'segnalla c'era  'n decreto,
perchè dovea rimanè 'n segreto.

Poi sempre co' 'n giro de proprietà
ch'a seguillo la testa te fa scoppià
Bassanello passa ai Barberini,
va ai Colonna, torna all'Orsini.

Eh! Prima come oggi l'umanità
ch'a persone che se lasciano 'nbrojà
e l'impostori vivono tranquilli
se 'l popolo è fatto d'imbecilli.

Semo alla fine dell'ottocento
ed il tempo se ne va lento
Principe anche se più volte sgarra
è Maffeo Barberini di Sciarra.

'Sto Principe se giocò il castello
in casa o forse in un bordello
a Bassanello finì la nobiltà
ma si acquistò tanta proprietà.

Qui me fermo e non vado avanti
forse con sollievo de tutti quanti
ma tra qualche anno o forse prima
sarebbe bello riportà pure 'sto secolo in rima.

 

Dicembre 1993                                  F.D.